02 07 09

 

Per capire in profondità l’opera di Bliss Lau, si deve leggere la letteratura poetica e cruda di Anaïs Nin, studiare le simmetrie matematiche di Mauritius Cornelis Escher e rimanere seduti sotto al ponte di Brooklyn, con il naso all’insù, cercando di percepirne la struttura perfetta e l’enigmatica maestosità.
Io ho scelto di seguire tutte e tre queste strade, che Bliss Lau stessa ci suggerisce, dissemindole come fossero molliche di pane, per darci una chiave di lettura della sua produzione: un senso di rispetto per un’artista visionaria e raffinata che mia ha permesso di guardarla, fotografarla e trascorrere qualche ora nel mondo che si è creata in una Manhattan che già l’ha consacrata tra gli artisti più creativi attualmente in attività.
Poesia, matematica e architettura: universi alimentati da intrecci reciproci per Bliss Lau; le sue muse, le sue ispirazioni.
Anaïs Nin (il cui binomio eufonico del nome ha una singolare assonanza con quello di Bliss Lau ) sostiene che “quando in una donna l’erotico e il tenero si mescolano, danno origine ad un legame potente, quasi una fissazione”.
Niente di più vicino alla visione artistica di Bliss Lau, se si pensa che le sue opere vengono create seguendo relazioni dicotomiche: sensualità e struttura sono le caratteristiche delle sue “sensual armor”, armature sensuali, gioielli per il corpo, che lo vestono e lo accarezzano come fossero lingerie, ma con la forza intrinseca del metallo.
Un’esperienza sensoriale, corporea e mentale indossarli.

 

10 06

L’arte di Bliss Lau vive di contrasti forti, che hanno un senso nella loro coesistenza; se si ha la possibilità di visitare lo spazio creativo nella quale nasce e di conoscere l’artista dietro all’opera, si capisce come mai.

Dolce e forte. Decisa e morbida. Imperturbabile e sensuale.

 

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Il lavoro di Escher rivede le leggi della fisica per creare opere d’arte che sfidano la nostra percezione dello spazio e del volume.
Con l’uso di diversi piani del reale, crea meticolose simmetrie geometriche e specularità architettoniche, fatte di linee perfettamente coesistenti. Come la struttura del ponte di Brooklyn. Come i gioielli di Bliss Lau, pensati e realizzati con fortissimi richiami proprio a quella struttura.

 

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Alcuni gioielli delle ultime collezioni, si possono poi smontare e rimontare, vivendo nuove forme d’essere nello spazio.
La struttura sospesa del ponte di Brooklyn ha incantato ed ispirato Bliss Lau fin dagli anni degli studi, durante i quali viveva proprio davanti ad una delle più grandi opere ingegneristiche del mondo, e che oggi può ancora ammirare dal tetto dell’edificio che ospita il suo studio, uno spazio caratterizzato da una regolarità cromatica ineccepibile, nel quale coesistono vecchio e nuovo, artigianalità e commercialità, arte e business.

03 08 05

 

Al 125 di Maiden Lane, nome che a Bliss Lau piace pronunciare: “Amo come suona”, l’acqua è purificata da uno speciale legno giapponese e alle pareti sono appesi schizzi delle sue opere, scarpette da danza classica, a ricordare la sua prestigiosa collaborazione con il New York City Ballet, e oggetti dal richiamo geometrico, tutto rigorosamente bianco e nero, proprio come le opere di Escher.

 

12 01 11

Ed è proprio tra i suoi gioielli che scelgo di fotografarla, in un’atmosfera intima e privata, nella quale riesco a percepire ancora più fortemente quanto la dualità sia la forza intrinseca in quest’artista. Di come, circondata da fili di catene metalliche, possa sentirsi sensuale e libera.

 

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Foto & Testo di Manuela Masciadri per BIRIK BUTIK