Dentro ogni donna è rappresentata un’identità femminile tanto quanto una maschile, che sia solo un’espressione interiore o vera e propria manifestazione. Allo stesso modo, in ogni uomo coesistono forza e durezza, così come sensibilità e morbidezza. Molte persone spesso soffocano questo “altro lato” e, condizionati da stereotipi socio-culturali, ne hanno paura. Altri invece lo esaltano, lo sentono fortemente presente nel loro essere e scelgono di viverlo esternamente. Non parlo di sessualità ma di sensibilità, di identità.

Era diverso tempo che volevo esprimere questo “contrasto esistenziale” fotograficamente. Quando finalmente ho conosciuto Gianmarco ho capito che sarebbe stata la persona giusta per aiutarmi a raccontare la mia percezione di questo aspetto della natura umana. L’essere androgino (dal greco andròs, uomo, e gyné, donna) svincola uomini e donne da un concetto rigido di “ruolo sessuale”.

E’ stato magico. La delicatezza e la sensibilità interpretativa di Gianmarco mi hanno stregata. Per la prima volta ho sentito di avere sul mio set due persone coesistere in una, per tutto il tempo mi è sembrato di essere in una dimensione parallela, nella quale non esiste un uomo o una donna, ma semplicemente una persona, fatta di entrambe le parti fuse, in egual misura, in un corpo solo, alla ricerca di qualcosa che va oltre l’identità sessuale: se stesso.